E’ tempo che la
Giunta Comunale si dia una mossa, altrimenti tutti i bei discorsi che
abbiamo sentito sul risanamento delle
borgate saranno ricordati soltanto come
spot elettorali e nulla cambierà nella condizione di vita dei cittadini.
Non
ci riferiamo in questo momento al grande tema del finanziamento del piano generale di risanamento e quindi dell’azione
da sviluppare nei confronti della
Regione e in ambito comunale per il reperimento delle risorse a ciò necessarie.
La
nostra critica è rivolta al metodo con
cui la macchina politica e
amministrativa nel suo complesso e nello
specifico il settore competente per
materia, gestiscono interventi che sono
fondamentali per il benessere dei cittadini e per il ruolo che possono avere nel rilancio dell’economia e del lavoro
nella città.
Partiamo
dall’esempio di quanto avviene nella
borgata La Gogna, borgata fortunata che
ha visto per prima nel 2004
avviarsi la realizzazione della rete
fognaria, con la costruzione di un collettore principale nell’area Crati a cui
ha fatto seguito, grazie ai finanziamenti regionali della legge 6/2007, la realizzazione anche della rete secondaria e
l’avvio della costruzione di un collettore principale nell’area Gogna. Ebbene,
la rete secondaria nell’area Crati, per difetti di progettazione, ha reso
necessario portare delle modifiche al
progetto e quindi rimettere mano su una parte dei lavori fatti; i lavori per il
collettore principale nell’area Gogna, realizzati per circa due terzi, sono stati interrotti, anche in
questo caso per una modifica da apportare al progetto.
Facciamo
presente che le modifiche al progetto
nell’area Crati sono state decise dopo un sopralluogo fatto nella zona nella primavera del 2012 e
che i lavori sul collettore nell’ara Gogna, sono interrotti dal mese di
Novembre dello stesso anno.
L’esasperazione
dei cittadini sta in queste settimane crescendo ( vedi le proteste della borgata Le Salzare, che si trova come
noi con i lavori bloccati) anche perché
questa situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che le strade interessate
ai lavori, a suo tempo sistemate e
asfaltate a spese dei cittadini, sono ormai dissestate e trasformate in una fonte di polvere nel
periodo caldo dell’anno e in torrenti e pozzanghere che rendono impossibile
percorrerle nel periodo invernale.
Da mesi è partita da
La Gogna la richiesta al Comune di intervenire
per assicurare la praticabilità delle strade ricevendo la risposta che
dovendosi comunque completare i lavori, si
darà seguito a questa richiesta solo quando saranno ultimati.
Intanto
però non sono in grado di dirci nemmeno quando verranno ripresi.
E’
quindi nostra intenzione proporre ai
rappresentanti delle borgate che si trovano in analoghe situazioni, di
promuovere una forte iniziativa cittadina
che induca l’Amministrazione a mettere mano ai necessari provvedimenti.
Siamo
infatti, fortemente preoccupati perché non riusciamo a vedere quando uno solo dei progetti avviati troverà
conclusione, perché non si avviano nelle
borgate progetti per i quali sono già disponibili
i finanziamenti e infine perché questo stato di cose ci fa perdere
credibilità e rischia di compromettere
la possibilità di vedere accolta dalla Regione la richiesta di un più deciso
intervento in termini normativi e finanziari sul programma di risanamento delle borgate
apriliane.
“Darsi
una mossa” deve quindi significare per
l’amministrazione comunale mettere al centro della propria iniziativa il risanamento delle borgate e insieme
l’attuazione della variante, potenziare e dare efficacia operativa al settore dei lavori
pubblici dalla cui attività dipende una parte consistente della
credibilità dell’intera amministrazione.
Subito
però, è necessario che l’Assessore ai Lavori Pubblici compia gli atti necessari per la ripresa dei
lavori e il loro completamento, compresa la
sistemazione delle strade dissestate.

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