giovedì 30 aprile 2026

Un Saluto a Silvano De Paolis, La voce delle Borgate di Aprilia

CITTADINI, Amici, Vicini, Compagni di tante battaglie,

questo è l’ultimo post di Borgate Aprilia News.

Lo scriviamo con dolore, ma anche con profonda gratitudine, per salutare Silvano De Paolis, che nei giorni scorsi ci ha lasciato.

Questo blog era nato molti anni fa come uno strumento semplice: una pagina aperta, uno spazio dove informare, raccontare, denunciare, chiedere risposte, chiamare i cittadini alla partecipazione. Con il tempo, però, è diventato molto di più. È diventato la voce di una parte di Aprilia troppo spesso dimenticata, la voce delle borgate, delle periferie, di chi chiedeva soltanto ciò che dovrebbe essere normale: strade dignitose, reti fognarie funzionanti, servizi, sicurezza, spazi sociali, rispetto.

L’idea iniziale di questo blog nacque da me, Roberto Filippini. Lo avevo creato per Silvano molti anni fa, spiegandogli come usarlo, come scrivere i suoi articoli, come organizzare meglio i contenuti e come renderli più visibili anche nelle ricerche di Google. Il primo post del 10 Aprile 2009! 

All’inizio fu quasi un esperimento, uno strumento nuovo da imparare. Poi, con il tempo, Silvano lo fece suo. Lo trasformò nel suo diario civile, nel suo archivio di battaglie, nella sua voce pubblica. Ogni tanto mi chiedeva ancora aiuto: per inserire un’immagine, sistemare una formattazione, pubblicare meglio un testo. Ma la forza, la costanza e l’anima di questo blog erano diventate completamente sue.

Silvano avrebbe potuto vivere gli anni della pensione nel riposo, nella tranquillità della casa e della famiglia. Invece ha scelto un’altra strada. Fino a oltre novant’anni ha continuato a scrivere, telefonare, chiedere incontri, partecipare ad assemblee, raccogliere documenti, sollecitare uffici, rispondere ai cittadini, ricostruire fatti, denunciare ritardi, pretendere chiarezza.

Non lo faceva per sé.
Lo faceva perché credeva che una comunità senza informazione e senza partecipazione fosse una comunità più debole. Lo faceva perché sapeva che dietro ogni pratica bloccata, dietro ogni risposta mancata, dietro ogni “muro di gomma”, c’erano famiglie, case, sacrifici, soldi spesi, anni di attesa, dignità negate.

Per lui la battaglia per le fogne, per gli allacci, per il depuratore, per le strade e per i servizi non era mai soltanto una questione tecnica. Era una questione di giustizia. Era il diritto dei cittadini delle borgate a non sentirsi cittadini di serie B.

In questi anni Silvano ha raccontato le difficoltà, ma anche i passi avanti. Ha dato notizia delle assemblee, degli incontri, dei ritardi, delle promesse non mantenute e degli impegni ottenuti. Ha scritto con il linguaggio diretto di chi conosceva i problemi perché li viveva ogni giorno accanto alle persone. A volte con amarezza, spesso con fermezza, sempre con il desiderio di arrivare a una soluzione.

A nome della famiglia, vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi anni lo hanno letto, seguito, sostenuto, cercato, aiutato, anche criticato quando serviva. Ringraziamo i cittadini delle borgate, i membri dei Comitati, del Consorzio, chi ha partecipato alle assemblee, chi ha firmato petizioni, chi ha segnalato problemi, chi non si è rassegnato.

Silvano lascia un grande vuoto, ma lascia anche una traccia chiara: l’idea che anche una borgata possa alzare la testa, organizzarsi, pretendere ascolto e camminare verso l’obiettivo più importante, quello che lui ha ripetuto tante volte: passare dalla borgata al quartiere.

Questo blog da oggi non verrà più aggiornato.
Resterà però online come memoria del suo impegno, come archivio di anni di battaglie civili, come testimonianza di una voce che non ha mai smesso di chiedere rispetto per la propria comunità.

A Silvano va il nostro grazie più grande.

Per quello che ha fatto.
Per quello che ha scritto.
Per il tempo, la passione e la forza che ha dedicato agli altri.
Per averci ricordato, fino all’ultimo, che i cittadini non devono mai smettere di chiedere, partecipare e pretendere risposte.

Ciao Silvano.
La tua voce resterà in queste pagine e nella memoria di chi ha camminato con te.



Roberto Filippini, la famiglia De Paolis e i parenti tutti

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